Il grande giardino di Villa Guicciardini Corsi Salviati, dopo 5 secoli di vita e innumerevoli cambiamenti e mutazioni, aveva bisogno di un profondo restauro di tutte e tre le sue principali componenti, e cioè della componente vegetale, di quella lapidea particolarmente ricca e di quella degli impianti sia irrigui che di illuminazione. I fondi del progetto PNRR Next Generation UE sono stati l’occasione per questa importante opera di manutenzione che così proietta il giardino verso il futuro.
Grazie a questo restauro, si sono adottate delle nuove soluzioni, come per esempio il nuovo impianto di illuminazione del giardino, ma anche la riqualificazione di un edificio già a magazzino in un centro di accoglienza attrezzato, e ancora i filmati e i pannelli informativi collegati tramiti codici QR a un sito Internet dedicato, il giardino sensoriale per la fruibilità del luogo da parte dei visitatori diversamente abili, l’aula e l’orto didattici destinati al pubblico più giovane e alle scolaresche, tutte queste cose che non c’erano nel giardino storico e che invece sono state realizzate, rimarranno comunque a far parte del complesso del giardino e quindi nella disponibilità dei visitatori. Di particolare rilievo sono stati anche l’innovativo sistema di gestione informatizzata del giardino su piattaforma cloud e la carta del rischio per la conservazione degli arredi lapidei e architettonici, curata dal CNR, che costituiscono due elementi chiave per la gestione del giardino e per la pianificazione degli interventi futuri.
Il Restauro della vegetazione
L’età avanzata di una parte degli alberi del giardino, soprattutto nel bosco e nella ragnaia, aveva prima di tutto l’urgenza della messa in sicurezza, mediante potature sia per sanare le piante che per farle meglio ributtare. In altre zone, come il teatro di verzura, il giardino all’italiana e soprattutto la ragnaia, era invece essenziale rinfoltire le siepi, a prevalenza di bosso, con particolare attenzione al labirinto, che era praticamente scomparso.
Nuove piantagioni di specie arbustive erano necessarie anche nel bosco, dove andavano anche sostituiti alcuni esemplari arborei in precarie condizioni e che dovevano essere abbattuti. Per ciò che riguarda la parte dedicata alle piante da fiore, con questo restauro si è voluto reintrodurre nelle aiuole una cultivar storica che ha fatto la fortuna delle produzioni floricole della Villa tra Otto e Novecento, la Rosellina di Firenze (Ranunculus), che rese famosa nel mondo la Villa e il suo giardino, anche grazie all’incessante lavoro dei giardinieri della famiglia Ragionieri attivi in Villa che con ibridazioni e esperimenti crearono la “Rosellina di Firenze – Razza Ragionieri”. Il restauro ha provveduto a rigenerare, incrementare e ripristinare le vaserie, collezioni, giardini di fiori, spazi espositivi di piante rare al fine di restituire o accrescere la complessità botanica e paesaggistica dei giardini, con scelte orientate anche alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità ambientale. Questo ha voluto dire anche recuperare strutturalmente con anche l’efficientamento energetico delle strutture necessarie per preservare le suddette collezioni, quali serre e aranciere.
Il Restauro della parti lapidee
Decisamente urgente era l’intervento di messa in sicurezza dei muri di cinta e dei loro arredi e ornamenti (statue, urne, cancellate), nonché delle ringhiere a protezione delle vasche; la porzione del muro di sostegno del belvedere del bosco doveva essere completamente demolita e ricostruita in seguito ad un rovinoso crollo. Importante attenzione era da porre ai cancelli che dal giardino all’italiana conducono alla ragnaia, per i quali c’era soprattutto un problema di statica delle colonne di supporto. Per la parte di statuaria del giardino era in realtà già in corso un programma di restauro.
Il Restauro degli impianti
Il giardino da sempre è famoso per i suoi giuochi d’acqua, e dunque fondamentali nel giardino sono le condutture dell’acqua, che andavano assolutamente riviste e rifatte. Sono stati così installati nuovi impianti di irrigazione che interessano tutto il giardino all’italiana, il teatro di verzura, il labirinto e gran parte dei manti erbosi. Andava poi realizzato un nuovo impianto di illuminazione, in sostituzione del vecchio ormai obsoleto, che garantisca al contempo un risparmio energetico ed un ridotto impatto di inquinamento visivo.
Circa i parametri ambientali, è stato raggiunto un notevole abbattimento dei consumi idrici attraverso la creazione di nuove condutture in sostituzione delle vecchie che avevano inevitabili perdite, unita all’installazione di sistemi di ricircolo delle acque di vasche, ninfei e fontane, nonché con il recupero delle acque meteoriche mediante la realizzazione di un apposito serbatoio di raccolta. Tali impianti, così come il nuovo impianto di illuminazione esterna, sono stati realizzati nel rispetto del massimo risparmio energetico. Riguardo alla riduzione di CO2, con la creazione di un sito di compostaggio per la produzione di materiale da reimpiegare in loco, si opererà in maniera indiretta grazie alla conseguente riduzione dell’impiego dei fertilizzanti di sintesi e in via diretta grazie al potere di accumulo del carbonio da parte del compost. Si può stimare una riduzione di circa 1,5 Kg di CO2 ogni cento chili di materiale vegetale di partenza.
Il Labirinto
Il labirinto che il conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati aveva reimpiantato accanto al Giardino della Signorina era ormai andato praticamente perduto. Le centenarie piante di bosso che formavano le gallerie del labirinto si erano ormai inselvatichite e si doveva progettare un deciso intervento di ripristino. Il primo lavoro è stato quello di potare alla base tutte le vecchie piante di bosso, con l’intenzione di eradicarle e sostituirle con delle nuove. Ma con grande sorpresa dei giardinieri, la maggior parte delle vecchie piante, dopo esser state radicalmente potate, hanno cominciato a ributtare! Il progetto quindi è stato cambiato in corso d’opera, sostituendo solo le piante morte e recuperando così il disegno originale del labirinto che lo stesso Giulio Guicciardini Corsi Salviati aveva messo a punto.
Il Giardino della Signorina
Anche il Giardino della Signorina, così chiamato dal conte Giulio che lo realizzò in onore della sua ultimogenita Anna, aveva bisogno di un profondo restauro e ripristino. Il lavoro è cominciato dagli impianti idraulici che sono stati completamente rifatti, permettendo la rifunzionalizzazione della vasca centrale, anch’essa oggetto di un restauro lapideo. Le porzioni geometriche a prato tutto intorno sono state completamente reimpiantate tramite semina e dotate di un impianto di irrigazione. Sono state sostiuite tutte le bordure in pietra serena, i vialetti a ghiaia e messe a dimore nuove piante di rose bianche. Anche in questa parte del giardino verranno reintrodotte le antiche “Roselline di Firenze” cultivar.
Il laghetto romantico
Del laghetto romantico costruito con la realizzazione del parco all’inglese praticamente restava solo il ponticello, visto che la vasca del laghetto nei decenni si era completamente interrata. Questo restauro ha finalmente permesso il ripristino di questa parte del giardino così importante, e ciò è avvenuto con lo scavo dei materiali di riporto, la realizzazione di una nuova impermeabilizzazione della vasca e l’installazione di un impianto di ricircolo delle acque.
Il belvedere
La porzione del giardino all’inglese realizzata proprio all’inizio dell’Ottocento comprendeva anche un piccolo ma significativo angolo, quello del belvedere. Era una necessità del tutto nuova quella di avere un punto di osservazione elevato sia sul giardino che sulla campagna circostante, un luogo si sosta e meditazione. Il belvedere del giardino Corsi Salviati fu realizzato proprio nell’angolo estremo del giardino all’inglese, direttamente sopra il muro di cinta. Nel tempo, lo spiazzo del belvedere era stato invaso da cespugli e i gli alberi presenti erano cresciuti in maniera importante, e qualche esemplare era crollato sul muro stesso, provocando dei crolli. È stato così necessario eliminare tali alberi e demolire e ricostruire completamente il muro di cinta. È stato anche ripulito e reso di nuovo percorribile il sentiero che porta al belvedere.
Il teatro di verzura
Anche il teatro di verzura voluto e realizzato da Giulio Guicciardini nel corso nei decenni aveva perso la sua identità e il suo disegno originale. Con questo restauro, sempre grazie al preziosissimo archivio degli scritti originali del conte Giulio e a quelle delle fotografie che lui stesso realizzò a documentare tutto il suo immenso lavoro nel giardino, è stato possibile ripristinare il disegno originale del teatro, rinfoltendo le siepi e ricostruendo le quinte vegetali secondo il progetto disegnato dal conte Giulio.
Il giardino all’italiana
Il giardino all’italiana posto davanti alla facciata della Villa, detto anche giardino formale, è sicuramente la parte del parco più famosa e identitaria. Presente già in forma semplificata al tempo dell’acquisto della Villa da parte dei Corsi, nei secoli è stato arricchito con nuove aiuole, nuove piante e una densissima decorazione scultorea. Nel Settecento questa parte del giardino aveva raggiunto sicuramente il suo acme, ma nel secolo successivo fu profondamente mutato, fino quali a perdere la sua identità. Questo perché il marchese Francesco Antonio e poi suo figlio Bardo fecero della Villa un centro specializzato e avanzato di acclimatazione e riproduzione di piante esotiche, che furono ampiamente messe a dimora anche nel giardino all’italiana, che così perse la sua specificità. È l’erede di Bardo, conte Giulio, che decide di ripristinare il giardino formale secondo le forme settecentesche. Oggi quell’immenso lavoro fatto dal conte Giulio aveva bisogno di essere rinverdito e restaurato, e così è stato fatto. Sono state rinfoltite le bordature a bosso delle aiuole e soprattutto si è recuperato la gran parte dei tappeti erbosi attinenti al disegno storico settecentesco.
Il prato intorno alla grande vasca circolare
Col restauro reso possibile grazie ai fondi del PNRR si è provveduto anche all’inserimento di nuovi tappeti erbosi o al recupero di quelli esistenti, perché facenti parte del palinsesto storico del giardino. Una delle parti interessate è stata quella intorno alla grande vasca circolare (l’antica vasca delle Cinque Fonti). Il restauro è stato realizzato con tecniche di semina e stolonizzazione, ma anche con tecniche di ricoltivazione e rigenerazione delle superfici prative esistenti, il tutto facendo attenzione ai criteri di risparmio idrico e di basso impegno manutentivo. Con l’occasione, è stato anche completamente rifatto l’impianto idraulico.
Le due vasche ovali
Le due vasche ovali poste proprio nella parte più prospiciente la facciata delle Villa sono tra gli elementi più antichi del giardini all’italiana, realizzate al tempo dell’intervento di Gherardo Silvani tra il 1627 e il 1641. Il conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati all’interno del suo sapiente intervento di restauro e ripristino del giardino formale, pose la sua attenzione anche su queste due vasche, facendo realizzare un bordo mosaicato. Col tempo, quel mosaico si era fortemente degradato, ed era bisognoso di un profondo restauro insieme alle due stesse vasche. Si è così provveduto a ripulire e impermeabilizzare le due vasche, ricostruendo i condotti idrici, mentre i due bordi a mosaico sono stati tolti, si è provveduto a rimodellare una base regolare e uniforme, e sono stati ricollocati restaurati e integrati nelle parti mancanti.
La vasca lunga
Anche la lunga peschiera fu realizzata sul disegno di Gherardo Silvani proprio davanti la Loggia del Bacchino e poi modificata nei secoli. Ai giorni nostri è arrivata con una lunga ringhiera in ferro su tutti e quattro i lati, intervallata da pilastrini in pietra serena sormontati da bellissimi vasi di terracotta. Ai quattro angoli nel Settecento, sono stati posti quattro piedistalli con decorazioni a spugne e conchiglie con sopra le grandi statue delle Stagioni scolpite da Girolamo Ticciati (una statua però fu distrutta durante i bombardamenti dell’ultima guerra). Tutte le parti in pietra serena di questo eccezionale complesso sono state restaurate, e cioè le balaustre, i mascheroni e i supporti delle statue. Sono stati anche ripuliti e restaurati i vasi di terracotta posti sul colonnini lungo i lati lunghi della vasca.
Il muro di cinta del giardino all’italiana
Al tempo dei grandi lavori settecenteschi che rimodellarono la veste del giardino, fu anche ridisegnato il muro di cinta del giardino all’italiana verso la campagna secondo un disegno di eleganti curve e ampi cancelli, con una fitta decorazione sul limite del muro fatta di statue e urne. Questa parte era fortemente compromessa sia per quanto riguarda la parte lapidea delle statue e delle urne che per i cancelli, che avevo ormai problemi di staticità sulle colonne di supporto. Col restauro si sono rinforzate e restaurate tali colonne di supporto tramite tecniche appropriate, e le statue e le urne lapidee poste sul sommo del muro completamente restaurate e consolidate, rendendo piena leggibilità e sicurezza all’intero complesso.
La ragnaia
La ragnaia del parco della Villa di Sesto è uno degli elementi caratterizzanti, ed è anche uno delle parti più rare, poiché sono pochissimi i casi in cui la ragnaia di una villa storica si sia conservata. Anche questa parte del giardino aveva bisogno di un deciso intervento di restauro e di recupero, in questo caso della componente arborea e arbustiva della mediante tagli di rimonda, potature e nuove piantagioni di sostituzione degli esemplari morti o staticamente pericolosi. Il sub strato arbustivo della ragnaia è stato ugualmente rinfoltito e interessato da una potatura di rimonda degli esemplari arborei. Nel bosco poi sono stati installati dei nidi artificiali di diverse tipologie per favorire la locale fauna avicola. Un’altra parte della ragnaia che è stata oggetto di un’importante recupero è la vasca di alimentazione costruita all’inizio del XVII secolo, posta proprio davanti a uno dei cancelli del muro di cinta del giardino all’italiana. È stata restaurata la fontana in pietra con delfini posta nella parte alta e la lunga vasca con le cascatelle in cotto e pietra. La fontana è stata anche rifunzionalizzata così che finalmente l’acqua, proveniente dalla vasca lunga del giardino, possa di nuovo scorrere in questa parte della ragnaia. Alla fine della lunga vasca, è stato anche installato un serbatoio di raccolta delle acque.
Le statue del giardino all’italiana
L’importante decorazione scultorea del giardino all’italiana, composta di busti e statue antiche e moderne, è oggetto di un particolare progetto di studio e restauro che da anni viene portato avanti in collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli. Il restauro delle statue poste a decorazione di un giardino come questo presenta moltissime difficoltà e la necessità di un approccio in costante mutazione, frutto degli studi e delle tecnologie sempre aggiornate. Il materiale con cui sono fatte le statue, i perni e le staffe metalliche di supporto, la microflora presente sulle superfici, il livello di assorbenza dell’acqua delle superfici della scultura, la necessità o meno di spostare la statua dal suo luogo abituale per il restauro: sono queste le maggiori difficoltà che i restaurato affrontano e risolvono per restituire a questi preziosi arredi la loro fruizione migliore.