È in questo secolo che si comincia a modificare la “casa da signore” in maniera importante. Nel 1615 Bardo Corsi (1566-1624) acquista il feudo napoletano di Caiazzo e la famiglia ottiene il titolo nobiliare di marchesi. Saranno Giovanni (1600-1661), col fratello monsignor Lorenzo (1601-1656), a investire poi notevoli sostanze nella casa e nel giardino di Sesto, modificandone profondamente l’aspetto, ampliandola e trasformandola da dimora cinquecentesca in agiata Villa, consona all’elevato grado sociale e alla notevole ricchezza ormai raggiunta dalla famiglia. Si aggiungono dunque in questo momento molti ambienti all’edificio principale: sale a piano terra, camere da letto, ma anche cucine, dispense, stalla, tinaia, stanza per gli scudieri e perfino una stanza per il bucato. Questi e altri successivi lavori sono compiuti sotto la direzione di Gherardo Silvani, protagonista dell’architettura civile e religiosa di questi decenni a Firenze e nelle ville dei dintorni. L’architetto riesce a dare alla Villa una nuova armonia, ricucendo visivamente la vecchia costruzione con le nuove aggiunte, realizzando una nuova facciata unitaria sia sulla via principale che sul giardino. Una delle trasformazioni apportate dal Silvani fu anche quella di “moltiplicare” l’antica torre, costruendone altre tre agli angoli dell’edificio.
La Galleria vecchia
Monsignor Lorenzo Corsi, protagonista dei lavori seicenteschi alla Villa insieme al fratello Giovanni, è stato un colto prelato e raffinato collezionista. Fu due volte ambasciatore straordinario del granduca Ferdinando I: nel 1638, per la nascita di Luigi XIV, e nel 1642 per la morte di Maria de’ Medici. Maggiordomo maggiore del cardinal Carlo dei Medici, poi nunzio apostolico in Francia e infine legato pontificio a Avignone. Lui fece realizzare nella Villa un suo appartamento privato decorato e affrescato, e fu sempre lui a volere la galleria a piano terreno adiacente al lato occidentale, oggi chiamata “Galleria vecchia”. Il prelato aveva chiamato un importante pittore dell’epoca, Baccio del Bianco, a decorarla tra il 1640 e il 1641 ma purtroppo di queste decorazioni non resta più nulla. A concludere la galleria fece realizzare sul giardino anche un’uccelliera, oggi detta Loggia del Bacchino. L’uccelliera non è insolita nelle ville suburbane, ma in questo caso sappiamo che monsignor Lorenzo aveva una passione speciale per gli uccelli canori.